Real Estate: le opportunità arrivano dalla Silver economy

Sono i Longennials e sono una fetta di mercato davvero interessante con bisogni e desideri che costituiscono un punto di riflessione importante per il settore del real estate.

I millennials, i baby boomer, la Generazione Z ed ora anche i longennials, la fascia di età che ha passato i 60 anni ma che ha necessità e desideri che aprono ad importanti riflessioni sul mercato del real estate ma anche sul concetto di riqualificazione urbana e servizi di qualità. In un Paese come l’Italia, secondo per età della popolazione solo al Giappone, i clienti che rientrano nella categoria dei Longennials rappresentano una importante opportunità.

Attenzione a non chiamarli più anziani, quindi, gli over 60 oggi si chiamano longennials e si sono conquistati già una denominazione specifica nell’economia. La silver economy, come è stata definita, riguarda investimenti a 360 gradi. Tra questi non poteva, ovviamente, mancare tutto quello che è collegato al modello abitativo. Gli over 60, infatti, rappresentano un mercato del consumo considerevole, così come per le tematiche sanitarie, anche il modello abitativo è sempre più orientato su una strada dedicata con servizi ed operatori specifici.

Se i nuovi acquirenti del real estate sono i millennials, giovani e alto spendenti, con la passione per la tecnologia applicata alla casa, un occhio attento al rispetto della natura, non si devono tralasciare i senior e l’importanza e il peso che hanno, e possono avere, sul mercato del real estate.

Di Co-Housing o Senior Housing si parla già da qualche tempo ed è un concetto che trova molta più attenzione in Europa piuttosto che in Italia.  Il vento inizia a cambiare, soprattutto se si considera che nel 2035 in Italia ci saranno 5,6 milioni di ultra ottantenni, una cifra che, quindi, apre a più di una riflessione sull’importanza di servizi in linea con le esigenze di una classe d’età che in molti casi è da considerarsi tra quelle alto spendenti.

Il tema dei Senior e del modello abitativo è stato al centro del convegno che si è svolto lo scorso 15 giugno a Milano. Ad organizzarlo, ci ha pensato A.L.I., il primo Osservatorio sulla longevità italiana. Una struttura che punta alla diffusione della cultura della longevità e della longevity economy.

Durante il convegno organizzato presso il Palazzo di Confcommercio a Milano da Active Longevity Institute si è discusso sul rapporto tra i senior (longennials)e il modello di abitazione adatto a rispecchiare quelle che sono le esigenze in ottica di longevità.

Ad emergere, stando ai risultati della ricerca presentata dall’amministratore di ALI, Francesco Priore, è stato il fatto che oltre un quarto delle persone intervistate nutre dei dubbi sul fatto che la propria abitazione potrà ancora essere adatta ad ospitarle quando saranno più avanti negli anni, un terzo degli anziani italiani teme, infatti, che la casa in cui abita possa rappresentare un pericolo per la propria incolumità; un quarto teme di invecchiare dentro la casa in cui vive per la stessa ragione; e altrettanti soffrono per la carenza di spazio, temendo di non poter ospitare, quando e se servisse, una badante. Inoltre un terzo degli anziani intervistati cambierebbe casa.

Da una parte quindi il nuovo modello abitativo del Senior Housing sembra essere una opportunità in grado di esaudire tutte le richieste di chi è avanti con l’età ma è autosufficiente, dall’altra però c’è anche una questione legata al quartiere, alle abitudini e ai servizi di zona. Allontanarsi significherebbe perdere forse le proprie radici. Per questo il concetto di Senior Housing parte proprio da quello che potremmo definire un modello sociale in grado di offrire una abitazione strutturata con accortezze per la generazione Longennials ma al tempo stesso in grado di soddisfare ambizioni di socialità e intrattenimento.

Quello che emerge è anche la necessità uno sviluppo di servizi ad hoc per questa fascia d’età e di agenti e agenzie orientate verso questa fetta di mercato. Tra gli scenari, per le prossime mosse dell’Ali, c’è quindi la creazione, tra le altre, di un più vasto network di operatori, immobiliari e non, attivi nel senior housing e vicini al Senior economy network.

Crediamo che si tratti di una importante iniziativa in grado di ottemperare ad uno scopo sociale e, al contempo, di creare o ampliare l’offerta dei servizi immobiliari dedicati. Come per gli acquirenti degli immobili di fascia alta o di lusso, tra i quali una buona percentuale rientra nella classificazione Longennials, anche in questo caso siamo più che convinti che la formazione e la qualità dei servizi possano rappresentare il miglior alleato per un cliente che deve realizzare un investimento immobiliare.