In meno di 10 anni, tra il 2015 e il 2023, i prezzi delle case nell’UE sono aumentati in media del 48,1%. In Italia è stato invece sotto la media europea, attestandosi all’8,3%.
L’aumento dei prezzi delle case e degli affitti è una grande preoccupazione per molti italiani ma coinvolge tutti i cittadini dell’Unione europea. Ma quanto sono davvero aumentati i prezzi delle case in Italia? Secondo i dati recentemente pubblicati da Eurostat l’Italia mostra una crescita dei prezzi ben sotto la media europea.
In meno di 10 anni, tra il 2015 e il 2023, i prezzi delle case nell’UE sono aumentati in media del 48,1%. L’aumento maggiore si è registrato in Ungheria, dove i prezzi sono aumentati del 172,5%, e il più basso in Finlandia, con solo il 5,4%. L’aumento dei prezzi delle case in Italia dal 2015 al 2023 è stato invece sotto la media europea, attestandosi all’8,3%.
Le ragioni principali che contribuiscono all’aumento dei prezzi sono i maggiori costi di costruzione e tassi dei mutui più elevati, una diminuzione delle costruzioni che ha limitato l’offerta e l’aumento degli acquisti di immobili come investimento per generare reddito aggiuntivo. Ma il vento sta cambiando.
In Italia, soprattutto nella città più importanti come Roma e Milano, stiamo assistendo ad un fiorire di nuove costruzioni con prerogative di ultima generazione ed in linea con efficienza energetica imposta dalle normative europee più recenti. È forse sull’usato che si dovrà continuare ad intervenire per colmare un gap strutturale, ma i margini per una certa tipologia di immobili sono davvero ampi. Oggi numerose sono le possibilità di ristrutturazione che permettono di guadagnare almeno due classi energivore e allinearsi alla media europea e agli standard delle nuove costruzioni.
Bce e tassi di interesse le ripercussioni sul mercato immobiliare
Per quanto riguarda i mutui i recenti tagli della Banca centrale europea stanno riportando i tassi a valori accettabili anche se resta da chiarire quanto l’accesso al credito sia facilitato. Oggi tra le soluzioni più popolari ci sono i mutui green e quelli destinati ai nuclei più giovani. Acquistare casa oggi è forse più vantaggioso che rimanere in affitto visto che tra il 2010 e il 2022, gli affitti sono aumentati in media del 18%, in parte a causa di un aumento degli affitti a breve termine, che hanno tolto case e appartamenti dal mercato. Roma è uno degli esempi più concreti di questa situazione. Con il Giubileo alle porte, infatti, trovare un affitto è diventato sempre più difficile e resta l’incognita sul post Giubileo e sull’andamento dell’offerta. Ma da post pandemia ad oggi, Roma come anche altre città d’arte, hanno cambiato volto, riprendendo da una parte l’attrattiva turistica ed ampliandola in maniera considerevole.
Il mercato del lusso e lo stock immobiliare disponibile
Il mercato del lusso continua a fiorire con una percentuale degli annunci di immobili di lusso, rispetto al totale residenziale, che ha segnato un incremento sia nel primo che nel secondo semestre del 2023, rappresentando a fine anno il 2,7% di tutta l’offerta in Italia (+0,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente). Come avevamo spiegato in un nostro precedente articolo, la crescita del numero degli immobili di lusso in offerta è da ricondurre in parte anche al rallentamento della domanda, in parte alla riorganizzazione dei segmenti che compongono lo stock.
Anche se la media europea non vede una grande crescita del valore dello stock immobiliare italiano, il mercato del lusso risponde a fattori e regole differenti che continueranno a salire. Il motivo è da ricercare non solo nello stock disponibile dell’usato che, in città come Roma, rimane il sogno di molti investitori, soprattutto stranieri, se si considerano location uniche, immerse nella storia della Città eterna, ma anche nel rinnovato slancio che vede Roma tornare al suo splendore con le riqualificazioni di quartieri simbolo del lusso.
La domanda degli investitori esteri e la Flat Tax
A sostenere il mercato immobiliare di lusso ci sono poi dei vantaggi fiscali per gli investitori stranieri che acquistano proprietà di lusso nel nostro paese. L’Italia offre un regime fiscale vantaggioso per gli acquirenti internazionali di fascia alta che trasferiscono la propria residenza fiscale nel Paese. Uno dei principali incentivi è la flat tax di 100.000 euro: un’imposta fissa annuale, indipendente dal reddito globale, applicabile ai redditi esteri. Questa misura, insieme a imposte di proprietà contenute rispetto a quelle di molti Paesi europei e americani (dove possono superare il 2% annuo del valore dell’immobile), rende l’Italia particolarmente interessante per gli investitori immobiliari di lusso.
