Mercato Immobiliare: i dati del Notariato

È stato un 2021 senza precedenti quello del mercato immobiliare italiano che ha mostrato una crescita del 34,4% rispetto al 2020.

I dati del Notariato, pubblicati lo scorso 9 giugno, mostrano un mercato immobiliare italiano davvero straordinario e dinamico, con dati senza precedenti. Il report statistico mostra una crescita generalizzata nei diversi ambiti analizzati: compravendite immobiliari, mutui e donazioni.

A trainare il mercato sono state le compravendite di immobili con un numero totale di transazioni pari 1.058.732, rispetto alle 786.599 nel 2020 e 853.247 nel 2019. In forte incremento anche il numero di mutui concessi che sono cresciuti del 23% rispetto al 2020. Proprio la questione dei mutui sarà invece la grande sfida per il mercato immobiliare 2022 ed è chiaro che a spingere le transazione saranno gli acquirenti di immobili di lusso non strettamente dipendenti dagli istituti di credito.

COMPRAVENDITE

Per quanto riguarda le compravendite il 2021 ha visto una netta ripresa degli scambi, così come avevamo sottolineato in Barbera Group in base alle richieste dei nostri clienti. Un altro dato interessante del report del Notariato è la crescita del 6,58% delle compravendite generalizzate di beni immobili nel II semestre 2021 rispetto al I semestre. Va precisato che nel dettaglio questo boom non si è registrato per quelli ad uso residenziale che invece hanno registrato un calo del 6,68% nel 2° semestre 2021 (303.211 contro i 324.926). Restano al Nord i maggiori volumi di scambio: la regione nella quale ci sono state più transazioni rimane la Lombardia con il 19,06% del totale nazionale, in aumento rispetto al 2020 e 2019 (erano 219.168 nel 2019, nel 2020 sono scese a 200.018 e nel 2021 sono state 271.034). Seguono il Veneto con il 9,35% e il Piemonte con il 9,23%. La fascia d’età rimane pressoché stabile, con il maggior acquisto di fabbricati da parte di acquirenti con età compresa tra 18-35 anni, con una percentuale nell’intero 2021 pari al 27,09% delle contrattazioni (dato in linea con il 2020 in cui è stato pari al 27,55%).

Il 56,05% degli immobili ad uso abitativo è stato acquistato con l’agevolazione prima casa: di questi l’86,09% è stato venduto da privati e i rimanenti dalle imprese. La percentuale si conferma anche per gli immobili ad uso strumentale: l’83,12% è venduto dai privati contro il 16,88% dalle imprese. Aumenta l’acquisto delle seconde case che sale di oltre il 26% addirittura rispetto al 2019 (nel 2021 sono state 276.098, nel 2020 erano 200.018, nel 2019 erano 218.502).

I PREZZI

Il capitolo prezzi vede una crescita rispetto al 2020 e si confermano più alti per gli immobili di nuova costruzione venduti dalle imprese rispetto a quelli venduti da privati. Il prezzo medio della vendita di fabbricati registrato nel 2021 per le compravendite di prima casa tra privati è stato di Euro 115.000 (nel 2019 era Euro 110.000 circa). Ben superiore è il prezzo medio delle compravendite di prime case da impresa che si attesta tra i 210 mila euro e i 230 mila euro, in aumento sia rispetto al 2019 sia al 2020.

I PREZZI DEGLI IMMOBILI DI PREGIO

Nel 2021 sono stati 6.892 gli immobili oggetto di compravendita con un valore superiore a 1 milione di euro, di questi 4.630 sono immobili ad uso abitativo di cui 2.512 acquistati come seconda casa da imprese. Resta confermato che il 42% degli immobili è acquistato a un prezzo inferiore a 99.000 euro e il 36,88% è sotto i 200.000 euro.

MUTUI

In linea con la corsa del mercato immobiliare, il 2021 recupera sul 2020 e segna anche un deciso incremento rispetto al 2019. A fronte di un numero complessivo di mutui pari a più di 396.000 nel 2019, e poco più di 363.000 nel 2020, il 2021 ne fa registrare oltre 448.000, con un incremento, pertanto, di oltre il 23% rispetto all’anno precedente e di circa il 13% rispetto al 2019. Tra il secondo e il primo semestre dell’anno si registra un rallentamento di -1,31%. Il capitale complessivo erogato dagli Istituti di credito per finanziamenti ipotecari ha superato i 69 miliardi di Euro (quasi +20% rispetto al 2020 e +10% rispetto al 2019). Il maggiore ricorso al credito in Friuli-Venezia Giulia, seguono Lombardia e Emilia Romagna. Il 67,42% delle richieste di mutuo riguardano finanziamenti sotto i 150.000 euro e nel secondo semestre si registra un aumento dei finanziamenti tra 150.000 e 500.000 euro. Sotto il profilo demografico, in ogni caso, l’età di gran lunga prevalente appare quella compresa tra i 36 ed i 45 anni, ove si registrano circa 2.051 operazioni di finanziamento ogni 100.000 abitanti.