La sfida dell’immobiliare per il secondo semestre del 2022 è sicuramente quella che riguarda i tassi di interesse sui muti. Dopo anni favorevoli, in cui i tassi sono scesi ai minimi storici, da più di un semestre stiamo assistendo ad una progressiva risalita che coinvolge sia il fisso che il variabile.
Anche l’accesso al credito diventa più rigido e prima di accendere un muto è bene valutare la casa che si vuole acquistare in base al proprio merito creditizio.
Tra le domande che ci dobbiamo porre sulla possibilità di ottenere un muto c’è quindi quella relativa alle capacità di restituire il finanziamento nel tempo pattuito in base al reddito e alle garanzie che andremo a presentare in banca.
Questo primo punto, ci “svelerà”, in parte, quale sarà l’ammontare del finanziamento che potremo andare a chiedere all’istituto di credito. Oggi la concessione del muto da parte delle banche è solitamente fissata fino all’80% del valore dell’immobile che vogliamo acquistare, ma chi determina il valore dell’immobile?
Il valore dell’immobile non è dato dal prezzo di vendita ma da una perizia dello stesso. Tale perizia sarà affidata ad un esperto indipendente o che collabora con la banca. Da questa perizia, quindi, dipenderà l’ammontare del credito che potremo chiedere per realizzare il nostro sogno di una casa come l’abbiamo sempre desiderata.
È chiaro quindi che il prezzo dell’immobile e la perizia da parte del professionista sono due capitoli distinti, perchè il prezzo di vendita potrebbe differire dal valore della perizia immobiliare.
L’ammontare della rata del mutuo, invece, sarà calcolata sulla base del reddito del richiedente. Generalmente le banche stabiliscono che la rata del muto non superi un terzo del reddito disponibile. Un altro parametro che andrà ad influire sulla durata del muto. Se un muto breve ci permetterà di pagare meno interessi, per rientrare nei parametri di reddito, potrebbe essere necessario prolungare il prestito per abbassare la rata. Da una parte si avrà una rata più leggerà ma dall’altra si pagheranno maggiori interessi. Sulla durata influisce, inoltre, anche l’età, più avanti si è con l’età più la durata del muto potrebbe essere limitata.
Il costo del muto è dato dalla quota capitale al quale si aggiungono gli interessi ma non è tutto a questi due punti si andranno ad aggiungere gli oneri e le spese accessorie, come ad esempio l’assicurazione sul prestito.
L’ANDAMENTO DEI MUTI A LUGLIO 2022
Il mese di luglio sembra concedere un rallentamento dell’impennata dei tassi di interesse sui mutui. I mutui a tasso fisso per una durata di 20 anni si attestano tra il 2,78% e il 3,96%. I mutui a tasso variabile, invece, fanno registrare percentuali comprese tra lo 0,80% e l’1,82, i variabili con CAP, invece vanno dall’1,45% ai 2,57%.
