The Line, la città del futuro a basso impatto ambientale

La rivoluzione urbana saudita si svilupperà lungo una direttrice lunga 170 km e larga soli 200 metri.  

Lo sviluppo verticale urbano è un concetto che ritroviamo in tante città del mondo, anzi c’è sempre stata una grande battaglia nel realizzare il grattacielo più alto o quello più bello e suggestivo. Ma la sfida della rivoluzione urbana del futuro è quella che si combatte sull’efficienza energetica e sull’impatto ambientale, l’obiettivo finale è quello di arrivare ad un modello di vita alternativo e incentrato sulla salute e il benessere.

DAI PRIMATI DI ALTEZZA E BELLEZZA A QUELLI DI EFFICIENZA

Nel 2021 ad aggiudicarsi il titolo di grattacielo più bello del globo è stato il One Barangaroo, con il suo design che richiama tre petali che si schiudono. Alto 271 metri progettato dagli architetti britannici Wilkinson Eyre è l’edificio più alto di Sydney.

Il primato di grattacielo più alto del mondo è ancora nelle mani di Dubai. Nella capitale di uno dei sette Emirati Arabi, le attività di urbanistica sono in continuo sviluppo, con uno sguardo rivolto al mondo residenziale ed uno a quello più prettamente business. Dubai è una delle mete più gettonate per stile di vita e qualità dei servizi.

Burj Khalifa, con i suoi 828 metri, permette a Dubai di detenere il primato della città con il grattacielo più alto del mondo.

La Rivoluzione urbana sulle rive del Mar Rosso è invece il sogno del principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammad bin Salman Al Saud. Efficiente, a basso impatto ambientale e ultra tecnologica, The Line non vuole insidiare i primati di altezza o di bellezza di altre straordinarie installazioni ma vuole, invece, diventare il nuovo concetto urbano in cui il modello di vita è molto diverso. The Line si estende lungo una linea verticale di 170 km per soli 200 metri di larghezza e con uno skycraper di (soli) 500 metri. Se i render sembrano quasi ispirati ad un film di George Lucas o anche di Luc Besson ne “Il quinto elemento”, il mood è molto più rilassante con una concezione votata all’ecosostenibilità, al risparmio energetico e alla salute e benessere dell’individuo.

THE LINE IL SOGNO SAUDITA DI UN FUTURO SOSTENIBILE

Più che di sogno, è forse più opportuno parlare di realtà, visto che il progetto del principe Al Saud, ha compiuto un altro passo verso la realizzazione. The Line arriva dopo la presentazione, 5 anni fa, di Neom il territorio che si estende nella zona del Mar Rosso candidato a diventare un grande centro del futuro dove tutto è pensato per rispettare lo spazio e l’ambiente.

Così anche The Line sarà una città a basso impatto ambientale, ma altamente automatizzata, in grado di condurre la società ad un radicale cambiamento dello stile di vita. In primo luogo, a cambiare, è la concezione degli spostamenti e dei trasporti. La progettazione urbana non prevede strade e mezzi di trasporto convenzionali.

L’idea è quella di ridurre al minimo lo spazio occupato, e affidare totalmente alle fonti di energia rinnovabile la dipendenza energetica. Come avverranno gli spostamenti all’interno di questo micro cosmo che dovrebbe poter ospitare 450 mila persone già nel 2026, per poi sfiorare i due milioni nel 2030 e i 9 mln nel 2045?

I The Line Citizen avranno la possibilità spostarsi in tre dimensioni e con molta facilità. Lo sviluppo verticale, in unione a una larghezza di soli 200 metri, permetterà di raggruppare i principali servizi pubblici, uffici, scuole e zone dedicate al lifestyle a pochi minuti di camminata a piedi. Insomma, un quartiere perfetto a misura di cittadino, ma invece di essere sviluppato in piano, sfrutta le tre dimensioni. Si chiama Zero Gravity Urbanism, ed è il concetto che, sovrapponendo le funzioni urbane verticalmente, permettere spostamenti senza soluzione di continuità in tre dimensioni. Ma per percorrere i 170 km totali di questo corridoio futuristico ci saranno treni ad alta velocità con percorrenze nell’ordine dei 20 minuti.

EFFICIENZA INTERNA E DESIGN ESTERNO

Alla vista esterna il “corridoio” futuristico apparirà quasi mimetizzato, grazie ad una progettazione delle pareti esterne dei suoi grattacieli a specchio. Non è difficile immaginare quello che sarà un effetto all’apparenza votato al design, non abbia invece degli scopi di approvvigionamento energetico come i pannelli solari.